Coaching per lo sport2019-06-11T15:14:59+02:00

Se pratichiamo la musica unita alla ginnastica possiamo fare a meno della medicina.

[Platone]

Il corpo conosce la verità. Dare attenzioni ai segnali del corpo non è banale; spesso è facilitato attraverso pratiche come la meditazione, lo yoga; più sovente occorrono percorsi terapeutici, che non sempre sono risolutivi nella ricerca di un benessere duraturo.

Lo sport ha una marcia in più: ci si misura con un obiettivo – un tempo, una distanza, un campionato, una performance – e con la concretezza delle azioni. Ci si misura con la competizione. Se pensiamo agli adolescenti, lo sport ha un enorme potenziale educativo e si sostituisce a tutta quella gamma di attività e rischi del mondo adolescenziale che, al contrario, risultano deleterie per la formazione di una identità personale forte e aperta (pensiamo alle droghe, o al bullismo).

Lo sport ha una marcia in più, si. Come utilizzarla? Il Coaching Sportivo ha lo scopo di trarre il meglio e il massimo dalla prestazione, e ciò valga per l’atleta professionista così come l’amatore traggano.

Attraverso un percorso di coaching per lo sport l’atleta si realizza attraverso di esso. L’avversario interno, col quale ogni atleta si trova a fare i conti nella praticare una disciplina sportiva, viene trasformato in un alleato per raggiungere le migliori performance di espressione corporea e felicità.

a chi ha ambizioni sportive, a quegli atleti che hanno fatto dello sport la loro vita. Per loro, i percorsi sono prevalentemente orientati a consolidare la motivazione e vivere bene la competizione, favorendo una crescita che consenta all’atleta di dare il massimo e contemporaneamente rafforzarsi nelle situazioni di sconfitta o infortunio; per chi ama lo sport e vuole farne strumento di conoscenza di sé e di benessere. I percorsi per questi atleti o aspiranti tali hanno lo scopo di facilitare l’apprendimento di comportamenti nuovi per la vita di tutti i giorni, rafforzare la propria personalità insieme al proprio corpo, conoscersi meglio perché avere coscienza del corpo, laddove è il corpo che dà vita alla mente, è conoscersi nella propria totalità.

La nostra cultura è basata fortemente sulla supremazia della mente, al punto da credere che il corpo ne costituisca una appendice. Eppure spesso non fa quello che vorremmo. Se si vuole che il corpo ci dia qualcosa occorre che essere consapevoli di ciò che fa, di cosa accade, di cosa racconta, dei limiti che supera e di quelli che non possono essere superati, dei traguardi raggiunti nonostante la fatica, della grande forza di volontà, dell’importanza delle relazioni – con altri atleti, ma soprattutto con un maestro – nella pratica sportiva.

Un percorso di Coaching per lo Sport allena il potenziale umano e con esso la resilienza – quella capacità di rialzarsi dopo essere caduti e dirsi, nonostante tutto, tutto ha un senso.