Mentoring e avviamento professionale2019-06-12T14:40:41+02:00

Chi ha seguito una scuola di coaching sa che aver bisogno di un coach può voler dire fare supervisione (avere un coach più esperto con il quale confrontarsi per i percorsi con i propri clienti) oppure mentoring (aver un coach più esperto che fa da coachee per migliorare il metodo); sa anche però che può voler dire che chi si avvicina al mondo del coaching, chi sente quella vocazione, sente innanzitutto voglia di fare un percorso su di sé. Non si può lavorare come coach senza prima essere stato coachee. I miei clienti coach sono:

  • quasi-coach (chi mi contatta prima di iscriversi a una scuola): allora il lavoro che facciamo insieme è di orientamento
  • neo-coach (subito dopo aver frequentato una scuola): che si trovano di fronte alla domanda e adesso come faccio? perché seguire una scuola non vuol dire essere professionisti del coaching
  • coach che vogliono prendere la certificazione ACC di ICF e hanno bisogno delle ore certificate di mentoring.

Un percorso di coaching per sé è presupposto fondamentale, per nulla scontato, per esercitare la professione.

Il fatto di non essere scontato vuol dire non solo che non tutti lo fanno, ma anche che di fatto la legge al momento non lo richieda. Allora perché farlo? E’ l’unica garanzia, assieme alla motivazione, di una durata nel tempo della professione. La pratica, lo studio, il lavoro su di sé. Come si può lavorare come coach senza prima essere stato coachee? E’ come essere un calzolaio con le scarpe bucate, un dietista obeso, un macellaio vegano o, per citare una cazione, una aspirapolvere in un deserto.

Una scuola di coaching non può sostituirsi a un percorso di Coaching. La scuola è pensata per fornire competenze e conoscenze, per porre una base sulla quale costruirla, la professione. Il cuore della professione è aver conosciuto e sperimentato il lavoro sul proprio potenziale e sui propri talenti, sapere come inividuare e raggiungere i propri obiettivi, innanzitutto; lavorare con clienti veri e confrontarsi con chi ha esperienza per avere un feedback rispetto al lavoro svolto con il cliente. Sottoporsi a un percorso di coaching per svolgere la professione del coach non vuol dire non commettere errori: quelli li commettiamo tutti. Vuol dire apprendere e crescere da essi, perché gli errori vengono visti e diventano fonte di saggezza. Fare da coach ai neo-coach o aspiranti coach non è stata una scelta, è accaduto: hai scelto di incontrarmi e senti di poterti affidare per identificare la tua voce e la tua strada come coach. È ciò che ho fatto e che faccio io tuttora. Ho incontrato e scelto dei coach esperti, competenti e affidabili per crescere e migliorarmi.

Sono felice di poter avere dei coach tra i miei clienti, perché amando questo lavoro vedo nel tempo il valore che ha il loro contributo.